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	<title>Asti Now</title>
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	<description>Città contemporanea</description>
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		<title>20 minuti &#8220;forti&#8221; in bilico tra arte e disagio</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jul 2011 20:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[Da anni sono impegnati in progetti in bilico fra teatro e sociale. E questi sono 20 minuti intensi quanto ispirati (al lavoro fatto con gli utenti del Centro di Salute Mentale di Modena, con i detenuti della Casa di Reclusione di  Castelfranco Emilia e con i ragazzi della Casa di Reclusione per Minori di Nisida-Napoli). Si sono fatti notare alle finali del Premio Scenario a Santarcangelo nei giorni scorsi e domenica alle 21 lo ripropongono a Calamandrana al festival Teatro e Colline. Il Teatro dei Venti presenta così un lavoro che mira a confondere i confini fra i due ambiti, per creare un contenitore in cui convivono norma e devianza, finzione e realtà, dentro e fuori. Posto che le attività in campo sociale nascono dalla volontà di offrire opportunità di espressione a persone che vivono condizioni  di disagio, è altrettanto vero che da queste ultime si apprende la più pura e semplice lezione di teatro, quella in cui il “qui e ora” smette di essere teoria e diventa verità. Da questa presa di coscienza deriva il progetto &#8220;Senso comune&#8221;. È un lavoro che non mette in scena i soggetti disagiati, ma rappresenta il disagio tramite attori che da anni sono in relazione con loro.  Chiedere a una donna affetta da disagio psichico di reagire teatralmente a uno stimolo come “restare” può dare risultati imprevedibili e spiazzanti. Molto più fertili di una qualsiasi creazione artistica. Nel corso di laboratori incentrati sul trittico di Umberto Boccioni Gli stati d’animo, e nello specifico sull’opera Quelli che restano, sono nati materiali drammaturgici equivalenti a un testo di Beckett o a una coreografia di Pina Bausch: partiture fisiche e testuali prodotte da persone che vivono quotidianamente il disagio e che sono diventate la base di lavoro degli attori. Lo spettacolo esplora racconti di vita ai margini, raccoglie condizioni concrete, esplorate in prima persona, che rimandano a storie lontane dal senso comune del bello, del benessere, del ben fatto, del decoroso e del giusto.   Il Teatro dei Venti nasce nel 2002 con lo scopo di fondare nella città di Modena un centro permanente di sperimentazione nel quale riunire giovani artisti in cerca di uno spazio concreto, duttile e artisticamente vivace. Le attività si concentrano prevalentemente nel campo delle arti performative e nella formazione teatrale. Nel Giugno 2004 si dà vita al Gruppo di Ricerca Teatrale Nido dei Venti, attori professionisti impegnati quotidianamente nello studio e nell&#8217;analisi delle forme espressive e nella realizzazione di spettacoli.  Il 2 Febbraio 2005 si inaugura Il Teatro dei Venti – Centro per la Ricerca Teatrale, luogo di ricerca, creazione e ospitalità artistica. Il Teatro dei Venti – Centro per la Ricerca Teatrale è un laboratorio, una bottega di artigiani, un terreno fertile per la ricerca, con annessa una programmazione di laboratori aperti al pubblico in cui si possono sperimentare arti performative di diverso tipo.  TEATRO DEI VENTI &#8220;Senso Comune&#8221; domenica 24 luglio ore 21.00  Luogo: Mercato della Terra, piazza Martiri della Libertà “Last Minute” Novità dal Premio Scenario 2011 TEATRO DEI VENTI Senso Comune con: Igino Luigi Caselgrandi, Francesca Figini, Antonio Santangelo regia: Stefano Te musiche: Igino Luigi Caselgrandi, Matteo Valenzi  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://astinow.net/wp-content/uploads/2011/07/teatrodeiventi_sensocomune11-e1311107262301.jpg"><img src="http://astinow.net/wp-content/uploads/2011/07/teatrodeiventi_sensocomune11-1024x542.jpg" alt="" title="teatrodeiventi_sensocomune1" width="300" height="259" class="alignnone size-large wp-image-180" /></a></p>
<p>Da anni sono impegnati in progetti in bilico fra teatro e sociale. E questi sono 20 minuti intensi quanto ispirati (al lavoro fatto con gli utenti del Centro di Salute Mentale di Modena, con i detenuti della Casa di Reclusione di  Castelfranco Emilia e con i ragazzi della Casa di Reclusione per Minori di Nisida-Napoli). Si sono fatti notare alle finali del Premio Scenario a Santarcangelo nei giorni scorsi e domenica alle 21 lo ripropongono a Calamandrana al festival Teatro e Colline.<br />
Il Teatro dei Venti presenta così un lavoro che mira a confondere i confini fra i due ambiti, per creare un contenitore in cui convivono  norma e devianza, finzione e realtà, dentro e fuori. Posto che le attività in campo sociale  nascono dalla volontà di offrire opportunità di espressione a persone che vivono condizioni  di disagio, è altrettanto vero che da queste ultime si apprende la più pura e semplice lezione di teatro, quella in cui il “qui e ora” smette di essere teoria e diventa verità. Da questa presa  di coscienza deriva il progetto &#8220;Senso comune&#8221;. È un lavoro che non mette in scena i soggetti disagiati, ma rappresenta il disagio tramite attori che da anni sono in relazione con loro.  Chiedere a una donna affetta da disagio psichico di reagire teatralmente a uno stimolo come “restare” può dare risultati imprevedibili e spiazzanti. Molto più fertili di una qualsiasi creazione artistica. Nel corso di laboratori incentrati sul trittico di Umberto Boccioni Gli stati d’animo, e nello specifico sull’opera Quelli che restano, sono nati materiali drammaturgici equivalenti a un testo di Beckett o a una coreografia di Pina Bausch: partiture fisiche e testuali prodotte da persone che vivono quotidianamente il disagio e che sono diventate la base di lavoro degli attori. Lo spettacolo esplora racconti di vita ai margini, raccoglie condizioni concrete, esplorate in prima persona, che rimandano a storie lontane dal senso comune del bello, del benessere, del ben fatto, del decoroso e del giusto.<br />
  Il Teatro dei Venti nasce nel 2002 con lo scopo di fondare nella città di Modena un centro  permanente di sperimentazione nel quale riunire giovani artisti in cerca di uno spazio concreto, duttile e artisticamente vivace. Le attività si concentrano prevalentemente nel campo delle arti performative e nella formazione teatrale. Nel Giugno 2004 si dà vita al Gruppo di Ricerca Teatrale Nido dei Venti, attori professionisti impegnati quotidianamente nello studio e nell&#8217;analisi delle forme espressive e  nella realizzazione di spettacoli.  Il 2 Febbraio 2005 si inaugura Il Teatro dei Venti – Centro per la Ricerca Teatrale, luogo di ricerca, creazione e ospitalità artistica. Il Teatro dei Venti – Centro per la Ricerca Teatrale è un laboratorio, una bottega di artigiani, un terreno fertile per la ricerca, con annessa una programmazione di laboratori aperti al pubblico in cui si possono sperimentare arti performative di diverso tipo. </p>
<p>TEATRO DEI VENTI<br />
&#8220;Senso Comune&#8221;<br />
domenica 24 luglio ore 21.00<br />
 Luogo: Mercato della Terra, piazza Martiri della Libertà<br />
“Last Minute” Novità dal Premio Scenario 2011<br />
TEATRO DEI VENTI Senso Comune<br />
con: Igino Luigi Caselgrandi, Francesca Figini, Antonio Santangelo regia: Stefano Te musiche: Igino Luigi Caselgrandi, Matteo Valenzi  </p>
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		<title>Per un teatro senza traumi, la Tappa degli Omini</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 10:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gli Omini]]></category>
		<category><![CDATA[teatroecolline]]></category>

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		<description><![CDATA[Scovare il pubblico. Ri-aggregare un intero paese intorno ad uno spettacolo che abbia come tema principale le vite dei suoi abitanti, ma in generale le vite di tutti gli uomini. L’obiettivo è creare un rapporto con il pubblico, perché la gente non lo sa di essere pubblico. Ci proponiamo dunque come ascoltatori, ma anche videocome amplificatori di vite vissute. Con questo intendimento Gli Omini sono a lavoro a Calamandrana nei giorni che precedono il festival &#8220;Teatro e Colline&#8221;. Il loro spettacolo costruito in paese, si chiama &#8220;Tappa&#8221;, aprirà il cartellone della XXI edizione mercoledì 20 luglio. Riccardo Goretti, Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini riavvicinano la gente cosiddetta comune (non per niente sono stati preferiti piccoli paesi per l’attuazione di queste prime fasi) al cosiddetto teatro&#8230; senza traumi. E senza trucchi. Qui non c’è cabaret, non c’è coscia al vento, non c’è effetto speciale o nome televisivo. Ci sono solo flash di vite vere, e chi ha voglia di lasciarsi abbagliare è il benvenuto. “Tappa”: Terzo e ultimo spettacolo del progetto “Memoria del tempo presente” che non troverà mai la sua forma definitiva a si modificherà completamente ad ogni replica. &#8220;Si tratta del primo spettacolo Omino in cui ci permetteremo quello che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare: arrivare nel paese senza la benché minima idea di ciò che succederà in scena. E lasciarci condurre clusivamente da ciò che troveremo sul posto. Dopo i primi i giorni di indagini, interviste, richieste più o meno sbilenche agli abitanti del paese, infatti, ogni Omino si prenderà le sue responsabilità, creando un suo “pezzo” di spettacolo su ciò che lo ha innamorato in quella settimana&#8221;. Gli Omini nascono nel 2006 con lo spettacolo CRisiKo! (Finalista Premio Scenario 2007), primo movimento del progetto &#8220;Memoria Del Tempo Presente&#8221;. Il modo di lavorare della compagnia si affina lungo il percorso dello spettacolo secondo un metodo del tutto particolare: tramite settimane di interviste, Gli Omini costruiscono i loro copioni con le parole della gente di piccoli comuni d&#8217;Italia. Lo spettacolo cambia ad ogni replica, per un anno, per poi attestarsi in versione definitiva e procedere senza più settimane di indagine. Con le stesse modalità, Gli Omini approntano il loro secondo lavoro: “Gabbato Lo Santo” (Vincitore premio del pubblicoal concorso &#8220;Giovani Realtà &#8211; Accademia Nico Pepe&#8221; 2008), “Gabbato Lo Sound” (coprodotto da Volterra Teatro 09, versione musicale di “Gabbato Lo Santo” realizzata con il gruppo &#8220;Il Maniscalco Maldestro&#8221;); “7Novembre2008 &#8211; Un disarmante spettacolo pacchiano” (coprodotto da Kilowatt Festival 09, con Armunia e L&#8217;arboreto di Mondaino, vincitore del Premio Cruciani al Festival Visioni); “TAPPA” (terzo spettacolo del progetto &#8220;Memoria Del Tempo Presente&#8221;).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/z0pO2XvXRXk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/z0pO2XvXRXk?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="349" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Scovare il pubblico. Ri-aggregare un intero paese intorno ad uno spettacolo che abbia come tema principale le vite dei suoi abitanti, ma in generale le vite di tutti gli uomini. L’obiettivo è creare un rapporto con il pubblico, perché la gente non lo sa di essere pubblico. Ci proponiamo dunque come ascoltatori, ma anche <a href="http://www.youtube.com/watch?v=z0pO2XvXRXk">video</a>come amplificatori di vite vissute.</p>
<p>Con questo intendimento Gli Omini sono a lavoro a Calamandrana nei giorni che precedono il festival &#8220;Teatro e Colline&#8221;. Il loro spettacolo costruito in paese, si chiama &#8220;Tappa&#8221;, aprirà il cartellone della XXI edizione mercoledì 20 luglio.</p>
<p>Riccardo Goretti, Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini riavvicinano la gente cosiddetta comune (non per niente sono stati preferiti piccoli paesi per l’attuazione di queste prime fasi) al cosiddetto teatro&#8230; senza traumi. E senza trucchi. Qui non c’è cabaret, non c’è coscia al vento, non c’è effetto speciale o nome televisivo. Ci sono solo flash di vite vere, e chi ha voglia di lasciarsi abbagliare è il benvenuto. “Tappa”: Terzo e ultimo spettacolo del progetto “Memoria del tempo presente” che non troverà mai la sua forma definitiva a si modificherà completamente ad ogni replica.</p>
<p>&#8220;Si tratta del primo spettacolo Omino in cui ci permetteremo quello che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare: arrivare nel paese senza la benché minima idea di ciò che succederà in scena. E lasciarci condurre clusivamente da ciò che troveremo sul posto. Dopo i primi i giorni di indagini, interviste, richieste più o meno sbilenche agli abitanti del paese, infatti, ogni Omino si prenderà le sue responsabilità, creando un suo “pezzo” di spettacolo su ciò che lo ha innamorato in quella settimana&#8221;.</p>
<p>Gli Omini nascono nel 2006 con lo spettacolo CRisiKo! (Finalista Premio Scenario 2007), primo movimento del progetto &#8220;Memoria Del Tempo Presente&#8221;. Il modo di lavorare della compagnia si affina lungo il percorso dello spettacolo secondo un metodo del tutto particolare: tramite settimane di interviste, Gli Omini costruiscono i loro copioni con le parole della gente di piccoli comuni d&#8217;Italia. Lo spettacolo cambia ad ogni replica, per un anno, per poi attestarsi in versione definitiva e procedere senza più settimane di indagine. Con le stesse modalità, Gli Omini approntano il loro secondo lavoro: “Gabbato Lo Santo” (Vincitore premio del pubblicoal concorso &#8220;Giovani Realtà &#8211; Accademia Nico Pepe&#8221; 2008), “Gabbato Lo Sound” (coprodotto da Volterra Teatro 09, versione musicale di “Gabbato Lo Santo” realizzata con il gruppo &#8220;Il Maniscalco Maldestro&#8221;); “7Novembre2008 &#8211; Un disarmante spettacolo pacchiano” (coprodotto da Kilowatt Festival 09, con Armunia e L&#8217;arboreto di Mondaino, vincitore del Premio Cruciani al Festival Visioni); “TAPPA” (terzo spettacolo del progetto &#8220;Memoria Del Tempo Presente&#8221;).</p>
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		<title>Dal Premio Scenario al Festival una Madama Bovary</title>
		<link>http://astinow.net/2011/07/15/dal-premio-scenario-al-festival-una-madama-bovary/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jul 2011 01:18:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Se Madame Bovary fosse nata nella campagna piemontese sarebbe stata Madama Bovary. E infatti. Al festival &#8220;Teatro e Colline&#8221; sabato 23 alle 23 al Mercato della Terra di Calamandrana nell&#8217;ambito di “Last Minute” Novità dal Premio Scenario 2011, va in scena l&#8217;originale studio che Lorena Senestro ha liberamente tratto da Flaubert e altri autori. &#8220;Per questo spettacolo &#8211; spiega l&#8217;attrice e autrice torinese &#8211; mi ispiro al celebre romanzo di Flaubert, nel quale ritrovo ascendenze culturali e riferimenti indiretti alla mia biografia. Sono cresciuta in campagna, a stretto contatto con la natura, nell’immobilismo e nella noia della provincia; a ventidue anni, fuori dalle aspettative della mia famiglia, mi sono trasferita in città, per coltivare le mie passioni, prima fra tutte quella per la letteratura e il teatro, senza mai abbandonare quel sentimento originario del vivere che solo l’infanzia trascorsa a contatto con i ritmi della campagna può offrire. Quello che mi interessa portare sulla scena è Flaubert e altri autori come Guido Gozzano e Cesare Pavese che, oltre a fornirmi parole adeguate che non sarei in grado di inventare, offrono un campionario di tematiche di grande attualità: la paura di agire, che è un male moderno; le false chimere, uguali in ogni tempo; i danni provocati da una cultura che spinge il desiderio in territori aridi e illusori; la dialettica tra città e provincia, tra nuovo e tradizione. Soprattutto parto dal “bovarismo” come sentimento onnicomprensivo, che abbraccia tanti temi esistenziali. In proposito, non mi interessa tanto la psicologia di Emma Bovary, quanto piuttosto disegnare il suo travaglio esistenziale attraverso le immagini e le situazioni generate dalla sua immaginazione creatrice. La sua è una battaglia contro l’ignoranza del mondo, persa in partenza. Il lavoro sul testo segue due direttive: in parte viene riproposto alla lettera, nella convinzione che l’evocazione delle immagini e delle emozioni tipica della scrittura di Flaubert abbia un valore teatrale; in parte viene rimaneggiato, per piegarsi a una recitazione di impronta emotiva, strutturata per coinvolgere tanto l’attore quanto lo spettatore. La recitazione adotta soluzioni insolite e antinaturalistiche che generano sorpresa o spiazzamento nello spettatore. L’uso sporadico del dialetto piemontese &#8211; tradizionalmente abbinato a registri comici &#8211; serve a costruire il registro patetico, che è la chiave dello spettacolo e della condizione della protagonista&#8221;. Lo studio, della durata di 20 minuti, è fresco finalista alle finali del Premio che si sono svolte nei giorni scorsi a Santarcangelo di Romagna, ha la regia di Marco Bianchini, le musiche di Eric Maestri e i costumi di Stefania Berrino &#160;]]></description>
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<p>Se Madame Bovary fosse nata nella campagna piemontese sarebbe stata Madama Bovary. E infatti. Al festival &#8220;Teatro e Colline&#8221; sabato 23 alle 23 al Mercato della Terra di Calamandrana nell&#8217;ambito di “Last Minute” Novità dal Premio Scenario 2011, va in scena l&#8217;originale studio che Lorena Senestro ha liberamente tratto da Flaubert e altri autori.</p>
<p>&#8220;Per questo spettacolo &#8211; spiega l&#8217;attrice e autrice torinese &#8211; mi ispiro al celebre romanzo di Flaubert, nel quale ritrovo ascendenze culturali e riferimenti indiretti alla mia biografia. Sono cresciuta in campagna, a stretto contatto con la natura, nell’immobilismo e nella noia della provincia; a ventidue anni, fuori dalle aspettative della mia famiglia, mi sono trasferita in città, per coltivare le mie passioni, prima fra tutte quella per la letteratura e il teatro, senza mai abbandonare quel sentimento originario del vivere che solo l’infanzia trascorsa a contatto con i ritmi della campagna può offrire. Quello che mi interessa portare sulla scena è Flaubert e altri autori come Guido Gozzano e Cesare Pavese che, oltre a fornirmi parole adeguate che non sarei in grado di inventare, offrono un campionario di tematiche di grande attualità: la paura di agire, che è un male moderno; le false chimere, uguali in ogni tempo; i danni provocati da una cultura che spinge il desiderio in territori aridi e illusori; la dialettica tra città e provincia, tra nuovo e tradizione. Soprattutto parto dal “bovarismo” come sentimento onnicomprensivo, che abbraccia tanti temi esistenziali. In proposito, non mi interessa tanto la psicologia di Emma Bovary, quanto piuttosto disegnare il suo travaglio esistenziale attraverso le immagini e le situazioni generate dalla sua immaginazione creatrice. La sua è una battaglia contro l’ignoranza del mondo, persa in partenza.<br />
Il lavoro sul testo segue due direttive: in parte viene riproposto alla lettera, nella convinzione che l’evocazione delle immagini e delle emozioni tipica della scrittura di Flaubert abbia un valore teatrale; in parte viene rimaneggiato, per piegarsi a una recitazione di impronta emotiva, strutturata per coinvolgere tanto l’attore quanto lo spettatore. La recitazione adotta soluzioni insolite e antinaturalistiche che generano sorpresa o spiazzamento nello spettatore. L’uso sporadico del dialetto piemontese &#8211; tradizionalmente abbinato a registri comici &#8211; serve a costruire il registro patetico, che è la chiave dello spettacolo e della condizione della protagonista&#8221;.</p>
<p>Lo studio, della durata di 20 minuti, è fresco finalista alle finali del Premio che si sono svolte nei giorni scorsi a Santarcangelo di Romagna, ha la regia di Marco Bianchini, le musiche di Eric Maestri e i costumi di Stefania Berrino</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Teatro e Colline 2011, la XXI edizione</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 22:32:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Portfolio]]></category>
		<category><![CDATA[teatroecolline]]></category>

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		<description><![CDATA[“TEATRO E COLLINE”: LA XXI EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CALAMANDRANA ALTA RINNOVA LE RAGIONI DEL TEATRO CONTEMPORANEO NEL BORGO ASTIGIANO E COINVOLGE IL PAESE. TRA GIOVANI COMPAGNIE, LABORATORI, DUE PRESENZE STRANIERE, LAST-MINUTE DAL PREMIO SCENARIO. E’ il ventunesimo anno di “Teatro e Colline” quello che si celebra a Calamandrana da mercoledì 20 a domenica 24 luglio 2011. Il Festival rinnova le ragioni del teatro contemporaneo nel borgo astigiano situato su uno dei più suggestivi versanti collinari fra Monferrato e Langhe e continua a proporsi come uno dei presidi italiani per il genere e una rara occasione sul territorio piemontese. Il festival è organizzato dall’Associazione “Teatro e Colline”, con il contributo e il patrocinio del Comune di Calamandrana d’Asti e della Regione Piemonte, e per il quinto anno è affidato alla direzione artistica di Stefano Labate. Il programma si apre con la restituzione in forma spettacolare di storie, personaggi e umori del paese che Gli Omini hanno raccolto nel corso di una indagine durata cinque giorni di residenza e interviste proprio a Calamandrana: è una vera e propria “Tappa”, l’esito più compiuto del progetto teatrale e socio-umanistico della compagnia di Pistoia. Con “E’ bello vivere liberi!” Marta Cuscunà, giovane attrice e autrice di Monfalcone in scena con cinque burattini e un pupazzo, narra la storia di Ondina Peteani, prima Staffetta partigiana d&#8217;Italia deportata ad Auschwitz, e rinnova le speranze, le risate, gli entusiasmi di essere in prima linea per il proprio Paese al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Il “Boston Marriage” prodotto da Giro d’Arte, da un testo di Mamet, non è invece uno spettacolo ma ci conduce in una casa privata: è un meccanismo da salotto, un ingranaggio accurato in cui Anna e Claire si ritrovano, si sfidano a duello con le parole, cadono nella rete di misteri che loro stesse hanno costruito sotto la sorveglianza di Catherine, la cameriera: tre donne nel loro salotto con il pubblico come ospite. Con Maria Paola Casorelli, anche regista, ci sono Argia Coppola e Valentina Picello. Due condizioni estremamente attuali sono al centro degli spettacoli di Federica Fracassi e di Oscar De Summa. Fracassi, attrice del Teatro i di Milano, dà corpo e voce a “Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese”, testo d’inchiesta di Aldo Nove, edito nel 2006, il primo di una lunga serie che indaga il “caso precariato”. L’indagine giornalistica, realizzata attraverso interviste in giro per l’Italia, con introduzioni saggistiche e narrative che approfondiscono alcuni temi evocati, prende di petto con prepotenza un nodo centrale del presente. De Summa invece, attore e autore pugliese, muove dalla propria terra per tracciare un ritratto che va oltre i confini geografici e connota piuttosto un sentire tipico: un affresco di cui si ride mentre si è a un passo dal precipizio. Oscar è il protagonista di “Diario di Provincia”, ragazzo che dice no all’asfissia dei giorni eternamente uguali e lo fa ribellandosi ingenuamente: cambia lavoro prima e abbigliamento dopo, insegue le mode ma si trova piantato sempre nella stessa palude. Arriva da Firenze la giovane compagnia Zaches con un impasto di luci e fumi, azioni che rimandano ai principi della Biomeccanica, maschere, dadi giganti e danzacontemporanea. “Faustus! Faustus!”, liberamente ispirato al mito del Faust, è una riflessione sull’umana potenza, come volontà o possibilità di creazione, come facoltà demiurgica nella sua forma primordiale: la volontà dell’uomo di superare se stesso rappresenta il filo rosso intorno al quale costruire uno spettacolo che ritrovi il fascino originario del mito. Sono assai giovani i protagonisti del “Last-Minute” con cui il Festival si propone di offrire una novità dalle finali del Premio Scenario che si sono appena consumate a Santarcangelo di Romagna. “Teatro e Colline” ospita gli studi della torinese Lorena Senestro, una “Madama Bovary” delle campagne piemontesi liberamente ispirata a Flaubert, e del modenese Teatro dei Venti, in bilico tra teatro e sociale con “Senso Comune”. Due le presenze straniere. La prima viene dalla Germania: i Woog Riots, duo composto da Silvana Battisti e Marc Herbert, propogono al Festival un’incursione nella musica. Accompagnati da tastiere, chitarre ed electrobeats, alzano il volume su un cross-over fra l&#8217;electropop, il postpunk e l&#8217;indie. Il Divadlo Continuo Theatre, nato nei primi anni ’90 a Praga con Pavel Stourac (regista) e Helena Stouracova (scenografa), è una compagnia internazionale che ha sede a Malovice, un piccolo villaggio nel sud della Boemia. Avvezzo a progetti in siti &#8220;non teatrali&#8221; (fattorie, laghi, vecchie fabbriche, treni), fa convivere diversi percorsi professionali degli attori, dalla danza all&#8217;acrobatica, dalla musica e canto dal vivo alle arti visive e al teatro di figura. Portano ai piedi del borgo “Finis Terrae”, storia di un grande viaggio, una missione ispirata a un fatto realmente accaduto nelle terre ceche nel 1464, quando un gruppo di ambasciatori si recò presso le corti d&#8217;Europa per convincere i sovrani a unirsi in un&#8217;alleanza di pace, una specie di prototipo dell&#8217;Unione Europea. Una creazione del 2009 al secondo anno di tournée. Due gli interventi. Federica Fracassi, già interprete della precaria raccontata da Aldo Nove, confessa qualcosa di molto personale circa lo stato di attrice impegnata nella ricerca teatrale e si butta nella frequentazione di cattive compagnie lasciandosi contagiare dalla leggerezza e dalla burla: nasce Miss Ginger Noisy, stella del New Burlesque. Effetto Larsen, con Matteo Lanfranchi, presenta “Tuo/Out” al mercato di Calamandrana: un uomo senza nome, che ha trascorso tutta la propria esistenza in una stanza sviluppando un suo mondo, viene traumaticamente catapultato in ambiente urbano. Le “Serenate per il nuovo mondo” dell’ultimo giorno del Festival sono infine l’omaggio alla natura, alla vita, alle cose semplici, in forma di filastrocche, storie e piccoli poemi, con cui Antonio Catalano introduce il pubblico ai “Mondi fragili”, installazione eco-logica, bio-luna park creato sul posto con materiali naturali (rami, foglie, terra, semi) nel corso di un laboratorio con i bambini del Centro Estivo di Calamandrana. Questo passaggio di testimone tra gli artisti di “Teatro e Colline” e Calamandrana, aperto dall’indagine degli Omini in paese e chiuso da Catalano con gli abitanti più piccoli, rivela una delle cifre di questa edizione del Festival. Per questo, accanto agli spettacoli, il contemporaneo diventa il focus di alcune attività collaterali, quali un laboratorio di danza, un concorso fotografico, un progetto di solidarietà, che coinvolgono alcune associazioni per iniziativa di un gruppo di giovani Amici del Festival accanto all’associazione organizzatrice. Spiega il direttore artistico Stefano Labate: “non c’è teatro senza pubblico, non c&#8217;è festival senza comunità: così il teatro contemporaneo può, forse deve, nutrire l’attitudine, l’abitudine, la voglia di Contemporaneo della società su cui interviene. Per riceverne a propria volta sollecitazioni, solidarietà, orizzonti. L’idea è che il valore di questo scambio, questo patto, può essere sperimentato, se non amplificato, in un contesto contenuto, attento e reattivo come quello di Calamandrana. Dopo un triennio in cui ha riannodato fili perduti con la scena nazionale del teatro contemporaneo, il Festival prova ora a promuovere le ragioni stesse di questa relazione vitale”. Tutti gli spettacoli hanno ingresso libero fino all&#8217;esaurimento dei posti e si svolgono nel borgo di Calamanadrana Alta o presso il Mercato della Terra, l’ex Cantina Sociale di Calamandrana Bassa, in piazza Martiri della Libertà. Informazioni allo 0141 75114, online su www.teatroecolline.it. Il calendario mercoledì 20 luglio 2011 Cortile, 21.30 GLI OMINI Tappa (70’) giovedì 21 luglio 2011 Cortile, 21.30 MARTA CUSCUNA’ E’ bello vivere liberi (60’) Piazzetta, 23.00 WOOG RIOTS (D) Concerto (60’) venerdì 22 luglio 2011 Cortile, 21.30 TEATRO i Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno 250 euro al mese (60’) Mercato della Terra, 23.00 ZACHES Faustus! Faustus! (45’) Piazzetta, 24.00 FEDERICA FRACASSI Mi do al Burlesque (15’) sabato 23 luglio 2011 Mercato della Terra, 10.00 EFFETTO LARSEN Tuo/Out (20’) Casa privata, 19.00 GIRO D’ARTE Boston Marriage (100’) Ai piedi del borgo, 21.30 CONTINUO THEATRE (CZ) Finis Terrae (70’) Mercato della Terra, 23.00 “Last-minute” Novità dal Premio Scenario 2011 LORENA SENESTRO, Madama Bovary (20’) Piazzetta, 24:00 EFFETTO LARSEN Tuo/Out (20’) domenica 24 luglio 2011 Parco del Castello, 18:30 ANTONIO CATALANO Serenate per il nuovo mondo (60’) Casa Privata, 20:00 GIRO D’ARTE Boston Marriage (100’) Mercato della Terra, 21:00 “Last-minute” Novità dal Premio Scenario 2011, TEATRO DEI VENTI, Senso Comune (20’) Cortile, 22:00 OSCAR DE SUMMA Diario di provincia (60’) &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“TEATRO E COLLINE”: LA XXI EDIZIONE DEL FESTIVAL DI CALAMANDRANA ALTA RINNOVA LE RAGIONI DEL TEATRO CONTEMPORANEO NEL BORGO ASTIGIANO E COINVOLGE IL PAESE. TRA GIOVANI COMPAGNIE, LABORATORI, DUE PRESENZE STRANIERE, LAST-MINUTE DAL PREMIO SCENARIO.</p>
<p>E’ il ventunesimo anno di “Teatro e Colline” quello che si celebra a Calamandrana da mercoledì 20 a domenica 24 luglio 2011. Il Festival rinnova le ragioni del teatro contemporaneo nel borgo astigiano situato su uno dei più suggestivi versanti collinari fra Monferrato e Langhe e continua a proporsi come uno dei presidi italiani per il genere e una rara occasione sul territorio piemontese. Il festival è organizzato dall’<strong>Associazione “Teatro e Colline”</strong>, con il contributo e il patrocinio del Comune di Calamandrana d’Asti e della Regione Piemonte, e per il quinto anno è affidato alla direzione artistica di Stefano Labate.</p>
<p>Il programma si apre con la restituzione in forma spettacolare di storie, personaggi e umori del paese che <strong>Gli Omini</strong> hanno raccolto nel corso di una indagine durata cinque giorni di residenza e interviste proprio a Calamandrana: è una vera e propria “Tappa”, l’esito più compiuto del progetto teatrale e socio-umanistico della compagnia di Pistoia.</p>
<p>Con “E’ bello vivere liberi!” <strong>Marta Cuscunà</strong>, giovane attrice e autrice di Monfalcone in scena con cinque burattini e un pupazzo, narra la storia di Ondina Peteani, prima Staffetta partigiana d&#8217;Italia deportata ad Auschwitz, e rinnova le speranze, le risate, gli entusiasmi di essere in prima linea per il proprio Paese al di fuori di ogni celebrazione o irrigidimento retorico. Il “Boston Marriage” prodotto da <strong>Giro d’Arte</strong>, da un testo di Mamet, non è invece uno spettacolo ma ci conduce in una casa privata: è un meccanismo da salotto, un ingranaggio accurato in cui Anna e Claire si ritrovano, si sfidano a duello con le parole, cadono nella rete di misteri che loro stesse hanno costruito sotto la sorveglianza di Catherine, la cameriera: tre donne nel loro salotto con il pubblico come ospite. Con Maria Paola Casorelli, anche regista, ci sono Argia Coppola e Valentina Picello.</p>
<p>Due condizioni estremamente attuali sono al centro degli spettacoli di Federica Fracassi e di <strong>Oscar De Summa</strong>. Fracassi, attrice del <strong>Teatro i</strong> di Milano, dà corpo e voce a “Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese”, testo d’inchiesta di Aldo Nove, edito nel 2006, il primo di una lunga serie che indaga il “caso precariato”. L’indagine giornalistica, realizzata attraverso interviste in giro per l’Italia, con introduzioni saggistiche e narrative che approfondiscono alcuni temi evocati, prende di petto con prepotenza un nodo centrale del presente. De Summa invece, attore e autore pugliese, muove dalla propria terra per tracciare un ritratto che va oltre i confini geografici e connota piuttosto un sentire tipico: un affresco di cui si ride mentre si è a un passo dal precipizio. Oscar è il protagonista di “Diario di Provincia”, ragazzo che dice no all’asfissia dei giorni eternamente uguali e lo fa ribellandosi ingenuamente: cambia lavoro prima e abbigliamento dopo, insegue le mode ma si trova piantato sempre nella stessa palude.</p>
<p>Arriva da Firenze la giovane compagnia<strong> Zaches</strong> con un impasto di luci e fumi, azioni che rimandano ai principi della Biomeccanica, maschere, dadi giganti e danzacontemporanea. “Faustus! Faustus!”, liberamente ispirato al mito del Faust, è una riflessione sull’umana potenza, come volontà o possibilità di creazione, come facoltà demiurgica nella sua forma primordiale: la volontà dell’uomo di superare se stesso rappresenta il filo rosso intorno al quale costruire uno spettacolo che ritrovi il fascino originario del mito. Sono assai giovani i protagonisti del “Last-Minute” con cui il Festival si propone di offrire una novità dalle finali del Premio Scenario che si sono appena consumate a Santarcangelo di Romagna. “Teatro e Colline” ospita gli studi della torinese <strong>Lorena Senestro</strong>, una “Madama Bovary” delle campagne piemontesi liberamente ispirata a Flaubert, e del modenese <strong>Teatro dei Venti</strong>, in bilico tra teatro e sociale con “Senso Comune”.</p>
<p>Due le presenze straniere. La prima viene dalla Germania: i <strong>Woog Riots</strong>, duo composto da Silvana Battisti e Marc Herbert, propogono al Festival un’incursione nella musica. Accompagnati da tastiere, chitarre ed electrobeats, alzano il volume su un cross-over fra l&#8217;electropop, il postpunk e l&#8217;indie. Il <strong>Divadlo Continuo Theatre</strong>, nato nei primi anni ’90 a Praga con Pavel Stourac (regista) e Helena Stouracova (scenografa), è una compagnia internazionale che ha sede a Malovice, un piccolo villaggio nel sud della Boemia. Avvezzo a progetti in siti &#8220;non teatrali&#8221; (fattorie, laghi, vecchie fabbriche, treni), fa convivere diversi percorsi professionali degli attori, dalla danza all&#8217;acrobatica, dalla musica e canto dal vivo alle arti visive e al teatro di figura. Portano ai piedi del borgo “Finis Terrae”, storia di un grande viaggio, una missione ispirata a un fatto realmente accaduto nelle terre ceche nel 1464, quando un gruppo di ambasciatori si recò presso le corti d&#8217;Europa per convincere i sovrani a unirsi in un&#8217;alleanza di pace, una specie di prototipo dell&#8217;Unione Europea. Una creazione del 2009 al secondo anno di tournée.</p>
<p>Due gli interventi. <strong>Federica Fracassi</strong>, già interprete della precaria raccontata da Aldo Nove, confessa qualcosa di molto personale circa lo stato di attrice impegnata nella ricerca teatrale e si butta nella frequentazione di cattive compagnie lasciandosi contagiare dalla leggerezza e dalla burla: nasce Miss Ginger Noisy, stella del New Burlesque. <strong>Effetto Larsen</strong>, con Matteo Lanfranchi, presenta “Tuo/Out” al mercato di Calamandrana: un uomo senza nome, che ha trascorso tutta la propria esistenza in una stanza sviluppando un suo mondo, viene traumaticamente catapultato in ambiente urbano. Le “Serenate per il nuovo mondo” dell’ultimo giorno del Festival sono infine l’omaggio alla natura, alla vita, alle cose semplici, in forma di filastrocche, storie e piccoli poemi, con cui <strong>Antonio Catalano</strong> introduce il pubblico ai “Mondi fragili”, installazione eco-logica, bio-luna park creato sul posto con materiali naturali (rami, foglie, terra, semi) nel corso di un laboratorio con i bambini del Centro Estivo di Calamandrana.</p>
<p>Questo passaggio di testimone tra gli artisti di “Teatro e Colline” e Calamandrana, aperto dall’indagine degli Omini in paese e chiuso da Catalano con gli abitanti più piccoli, rivela una delle cifre di questa edizione del Festival. Per questo, accanto agli spettacoli, il contemporaneo diventa il focus di alcune attività collaterali, quali un laboratorio di danza, un concorso fotografico, un progetto di solidarietà, che coinvolgono alcune associazioni per iniziativa di un gruppo di giovani <strong>Amici del Festival</strong> accanto all’associazione organizzatrice. Spiega il direttore artistico <strong>Stefano Labate</strong>: “non c’è teatro senza pubblico, non c&#8217;è festival senza comunità: così il teatro contemporaneo può, forse deve, nutrire l’attitudine, l’abitudine, la voglia di Contemporaneo della società su cui interviene. Per riceverne a propria volta sollecitazioni, solidarietà, orizzonti. L’idea è che il valore di questo scambio, questo patto, può essere sperimentato, se non amplificato, in un contesto contenuto, attento e reattivo come quello di Calamandrana. Dopo un triennio in cui ha riannodato fili perduti con la scena nazionale del teatro contemporaneo, il Festival prova ora a promuovere le ragioni stesse di questa relazione vitale”.</p>
<p>Tutti gli spettacoli hanno <strong>ingresso libero</strong> fino all&#8217;esaurimento dei posti e si svolgono nel borgo di Calamanadrana Alta o presso il Mercato della Terra, l’ex Cantina Sociale di Calamandrana Bassa, in piazza Martiri della Libertà. Informazioni allo 0141 75114, online su www.teatroecolline.it.</p>
<p>Il calendario</p>
<p>mercoledì 20 luglio 2011<br />
Cortile, 21.30 GLI OMINI Tappa (70’)</p>
<p>giovedì 21 luglio 2011<br />
Cortile, 21.30 MARTA CUSCUNA’ E’ bello vivere liberi (60’)<br />
Piazzetta, 23.00 WOOG RIOTS (D) Concerto (60’)</p>
<p>venerdì 22 luglio 2011<br />
Cortile, 21.30 TEATRO i Mi chiamo Roberta, ho quarant’anni, guadagno 250 euro al mese (60’)<br />
Mercato della Terra, 23.00 ZACHES Faustus! Faustus! (45’)<br />
Piazzetta, 24.00 FEDERICA FRACASSI Mi do al Burlesque (15’)</p>
<p>sabato 23 luglio 2011<br />
Mercato della Terra, 10.00 EFFETTO LARSEN Tuo/Out (20’)<br />
Casa privata, 19.00 GIRO D’ARTE Boston Marriage (100’)<br />
Ai piedi del borgo, 21.30 CONTINUO THEATRE (CZ) Finis Terrae (70’)<br />
Mercato della Terra, 23.00 “Last-minute” Novità dal Premio Scenario 2011 LORENA SENESTRO, Madama Bovary (20’)<br />
Piazzetta, 24:00 EFFETTO LARSEN Tuo/Out (20’)</p>
<p>domenica 24 luglio 2011<br />
Parco del Castello, 18:30 ANTONIO CATALANO Serenate per il nuovo mondo (60’)<br />
Casa Privata, 20:00 GIRO D’ARTE Boston Marriage (100’)<br />
Mercato della Terra, 21:00 “Last-minute” Novità dal Premio Scenario 2011, TEATRO DEI VENTI, Senso Comune (20’)<br />
Cortile, 22:00 OSCAR DE SUMMA Diario di provincia (60’)</p>
<p>&nbsp;</p>
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